Associazione Sindacale Pugno Chiuso

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Percorso

 Noi chiediamo:

1) L’abolizione dei contratti temporanei e di conseguenza la stabilizzazione di tutte le famiglie e  singoli (di ogni nazionalità) su cui grava l'assegnazione provvisoria, dando loro una sistemazione definitiva, o quanto meno fino a quando la famiglia ne abbia necessità, senza un termine predefinito da ACER, Comune, Cooperative Abitative e Associazioni varie;

2) Blocco immediato degli sfratti/sgomberi in programma;

3) In conseguenza della negligenza delle istituzioni preposte nella gestione dell’edilizia popolare e dell’emergenza abitativa in corso, alla famiglia (italiana o immigrata) che occupa un alloggio popolare sfitto per necessità, auto-assegnandoselo e riqualificandolo, deve essere riconosciuto e assegnato l’alloggio (definitivamente o fino a quando la famiglia ne ha necessità). Di conseguenza si deve dare la possibilità alla famiglia occupante di usufruire di acqua, luce e gas;

4) Auto-riduzione del canone d’affitto e spese per utenze, spesso addebitati del tutto illegittimamente al di fuori delle tariffe previste per famiglie in difficoltà - anche considerata la crisi economica e l’impoverimento contestuale della classe lavoratrice - secondo le disponibilità reali di un nucleo famigliare, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, che alloggia nella casa popolare;

5) Sblocco dei fondi GESCAL e dei vari “tesoretti” (di cui l'assessore alle politiche abitative del Comune di Bologna, Malagoli, a settembre 2014 ha dichiarato l'esistenza) con una delibera della Regione Emilia-Romagna (come hanno fatto le Regioni Lazio e Friuli Venezia Giulia) per risolvere, in parte, l'emergenza abitativa. Per la manutenzione e la riqualificazione completa dell’edilizia residenziale pubblica che va a pezzi ed è lasciata, se sfitta, letteralmente a marcire.

6) Assegnare gli alloggi popolari sfitti, ammontanti a centinaia nella sola provincia di Bologna, alle famiglie e i lavoratori in difficoltà (italiani e immigrati) che sono in graduatoria ERP (compreso chi ha reddito 0). E se davvero non c’è n’è abbastanza, ripiegare sugli sfitti privati (e curiali); 

7) Sanatoria verso le famiglie che hanno perso la possibilità di accedere in graduatoria a causa di “occupazioni abusive” e conseguente sgombero, reintegrandola con il punteggio pre-occupazione;

8) Blocco immediato del decreto Piano Casa, e della vendita all’asta dell’Edilizia residenziale pubblica.

9) No alla “patente a punti” per inquilini, proposta dal Comune di Bologna e tesa al peggioramento dei rapporti tra inquilini, all’estensione degli sfratti, di fatto alla privazione progressiva e totale di ogni diritto, già in corso nel contesto dell’”emergenza”.

 

Tutto questo è il minimo indispensabile da pretendere e da concretizzare, per la soddisfazione di un bisogno primario come quello dell'alloggio.

BISOGNA LOTTARE UNITI CONTRO CHI STA NEGANDO LA SODDISFAZIONE DEI NOSTRI BISOGNI ESSENZIALI, COME QUELLO DELLA CASA. Dobbiamo combattere contro chi sta rubando il sudore, il sangue e i polmoni di chi ha tirato su le case popolari per sanare i conti di un SISTEMA marcio alla radice.
Questo SISTEMA, non solo non potrà garantirci un vero benessere, ma la sua sopravvivenza significa immiserimento e rapina di massa.

 

 

 

 

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