Associazione Sindacale Pugno Chiuso

.

Percorso

Associazione Sindacale Pugno Chiuso

 

Mercoledì 18 gennaio 2017 dalle ore 6.30 fino a quando sarà necessario saremo in via Pelotti - quartiere Barca (bus 14) per difendere dallo sfratto una famiglia composta da un'anziana madre e 2 fratelli, di cui uno invalido del lavoro. Per morosità e misere questioni burocratiche, vogliono cacciarli da una casa popolare.

Giovedì 19 gennaio 2017 dalle 5.30 saremo in via Gandusio 8 per difendere due famiglie ,con contratto a termine scaduto, dallo sfratto.
Queste famiglie resistono DA TRE ANNI, con il Comitato Inquilini Via Gandusio prima e, da un anno, con la nostra associazione, al tentativo di ACER e PD di sgomberare i palazzi di via Gandusio, per intascare i soldi (27 MILIONI di euro) del piano Rigenera. Così come solo un mese fa ha dichiarato la stessa Gieri, assessore alla casa.

I palazzi di via Gandusio dovrebbero quindi essere trasformati da edilizia popolare in edilizia sociale o privata. Mentre le strade sono piene di senza tetto, per garantire il PROFITTO ai soliti coop-costruttori e la clientela ai loro servi politici.

A BOLOGNA CI SONO ALMENO 4000 CASE POPOLARI SFITTE:
ASSSEGNATELE O CE LE AUTO-ASSEGNAMO.

Il saccheggio delle case popolari da parte di Acer e Comune di Bologna va fermato e il laboratorio di macelleria sociale che da anni viene applicato in Gandusio, con i contratti a termine e l'associazionismo finto sociale in combutta con ACER e assistenti sociali, è la punta dell'iceberg del malaffare della classe politica cittadina rispetto all'edilizia popolare e a tutto ciò che appartiene agli operai.

Proprio in Gandusio è quindi cominciata la RESISTENZA DEGLI INQUILINI alla gestione clientelare e criminale di un patrimonio che appartiene alla classe operaia.

Le case popolari sono state costruite con la GESCAL e le tasse sui salari.
Il resto è SPECULAZIONE EDILIZIA.

DIFENDI CON NOI LE CASE POPOLARI.

Basta sfratti, aumenti e contratti a termine.

Associazione Sindacale Pugno Chiuso - il potere agli operai.

ACER E COMUNE DI BOLOGNA CONTINUANO A FARE CASSA SULLA NOSTRA PELLE.
Dopo le dichiarazioni (16/12/2016) dell'assessore Gieri (PD), in Gandusio è successo di tutto.
Ci riferiamo all'annuncio di evacuare i palazzi di via Gandusio 6, 8, 10, 12, per intascare i 27 milioni di euro (tutti soldi pubblici) del piano Ri-genera, 10 milioni provenienti direttamente dalla svendita delle case popolari a Bologna nel biennio 2013-2014.
In Gandusio NESSUN INQUILINO SA CHE FINE FARA’ una volta fuori di casa.
NESSUN INQUILINO è stato informato nei 2 anni e mezzo passati dall'approvazione del progetto di manutenzione straordinaria. L'UNIVERSITÀ DI BOLOGNA e i “sindacati” degli inquilini SUNIA, SICET e UNIAIT si erano impegnati per iscritto a parlare in tutti i quartieri del progetto RIG.ENER.A... MA NEI PALAZZI POPOLARI TUTTO TACE. LE ISTITUZIONI SONO ASSENTI O COMPLICI DEL MALAFFARE.
A Bologna e soprattutto in Gandusio, le istituzioni hanno solo creato MODERNI ghetti dove sperimentare i contratti a termine, con la scusa dell’EMERGENZA ABITATIVA.
Per fare cassa e fare mangiare gli amici costruttori, voltano le spalle agli operai in difficoltà e alle loro famiglie. La soluzione per gli inquilini delle case popolari di Bologna e di Gandusio non è nelle istituzioni, ma nell’unione degli inquilini per difendere LE CASE POPOLARI.
Dobbiamo organizzare la risposta collettiva degli inquilini delle case popolari di tutta Bologna CONTRO il tentativo di liquidare la nostra lotta con i soliti metodi. Dobbiamo unirci sia per la difesa di Gandusio, che contro la svendita delle case popolari e contro la nuova legge regionale con cui ACER e Comune di Bologna si preparano a sfrattare altri 500|1000 nuclei familiari dalle case popolari cittadine.

LE CASE POPOLARI SONO STATE PAGATE CON LA GESCAL E CON LE TASSE SUI SALARI. SONO PROPRIETA' DELLA CLASSE OPERAIA DESTINATE A CHI NE HA BISOGNO.

ACER E COMUNE DI BOLOGNA: ABUSIVI!
ASSEMBLEA PUBBLICA
Via Gandusio 6/A Circolo “Guernelli”
Ore 15 – DOMENICA 15 GENNAIO 2017
ASSOCIAZIONE SINDACALE PUGNO CHIUSO
IL POTERE AGLI OPERAI

Ci riferiamo all'annuncio di evacuare i palazzi di via Gandusio 6, 8, 10, 12, per intascare i 27 milioni di euro (tutti soldi pubblici) del piano Ri-genera, 10 milioni provenienti direttamente dalla svendita delle case popolari a Bologna nel biennio 2013-2014.

A Bologna e soprattutto in Gandusio le istituzioni da anni hanno solo creato ghetti dove sperimentare i contratti a termine.
In questo laboratorio sociale si sono sviluppati altri business connessi e i kapò dell'ACER e del PD continuano a trovare trucchi per svuotare le case popolari e svenderle.

Per fare cassa e fare mangiare gli amici costruttori, voltano le spalle agli operai in difficoltà e alle loro famiglie.

La soluzione per gli inquilini delle case popolari di Bologna e di Gandusio non è nelle istituzioni.

Dobbiamo organizzare la risposta collettiva degli inquilini delle case popolari di tutta Bologna al tentativo di liquidare la nostra lotta con i soliti metodi.

Dobbiamo unirci sia per la difesa di Gandusio, che contro la svendita delle case popolari e la nuova legge regionale con cui ACER e Comune di Bologna si preparano a sfrattare altri 500|1000 nuclei familiari dalle case popolari cittadine.

LE CASE POPOLARI SONO STATE PAGATE CON LA GESCAL E CON LE TASSE SUI SALARI. SONO PROPRIETA' DELLA CLASSE OPERAIA DESTINATE A CHI NE HA BISOGNO.

ACER E COMUNE DI BOLOGNA: ABUSIVI!

Si informa della gravità delle condizioni degli inquilini delle case popolari di via Gandusio, civici 6,8,10,12. Come sapete, la Gieri ha annunciato l'evacuazione dei palazzi. Non propone alcuna soluzione abitativa certa a tutti i "non in regola". La maggior parte degli inquilini sono con contratti a termine in scadenza o scaduti. Altri sono occupanti o morosi per necessità. Gli appartamenti sfitti sono stati murati e resi inagibili di proposito dall'ACER. Lo scopo è quello di impedirne sia una assegnazione, sia una eventuale occupazione.

Al fuoco delle parole della Gieri si è aggiunto quello vero.
Sul pianerottolo del nono piano del civico 8 alle 18 circa del 15 dicembre 2016 è stato appiccato un incendio da ignoti che ha creato un buco di 2 metri di diametro nel muro e ha rischiato di fare una strage nei palazzi. In quel piano vivono molti membri della nostra associazione. Per pulire le masserizie e spegnere il fuoco hanno rischiato la vita.

Evidentemente per qualcuno è molto comodo che i palazzi vengano resi inagibili e gli inquilini terrorizzati, infatti non fa niente per rimettere a posto i danni dell'incendio.

La salute degli inquilini deve essere tutelata. Oggi a farlo è solo il comitato degli inquilini e la nostra associazione sindacale. Le autorità competenti nulla hanno fatto per impedire che gli inquilini respirassero la diossina e i fumi tossici. Vengano i giornalisti critici, indipendenti e degni della propria professione a verificare la situazione.

La stampa che vuole seriamente fare il proprio dovere, non deve creare altro fumo intorno ai palazzi, deve informare e informarsi dell'accaduto, come delle condizioni in cui ACER fa vivere da anni gli inquilini delle case popolari di via Gandusio. Con la complicità di tutta la classe politica bolognese in particolare del PD.

QUALI INQUILINI DI CASE POPOLARI, GIA' CONTRIBUENTI CON LA TASSAZIONE SUL SALARIO, OVVERO LA VENDITA DI FORZA-LAVORO AI PADRONI, DOVRANNO SBORSARE ULTERIORI 4.223.369,88 EURO TRAMITE IL CANONE DI AFFITTO PER RIPAGARE IL MUTUO AL MONTE DEI PASCHI DI SIENA?

I SOLDI DELLA CLASSE OPERAIA PER LE CASE POPOLARI USATI PER SALVARE BANCHE E GRANDI IMPRESE

I fondi prelevati dal salario della classe operaia per la costruzione e la manutenzione delle case popolari sono oggi, formalmente, nel conto n°20128/1208 di Cassa Depositi e Prestiti, controllata per l' 80,1% dal Ministero del Tesoro, per il 18,4% da fondazioni bancarie private e per l' 1,5% da proprie azioni.
La situazione abitativa in Italia è cosa ormai nota a tutti. E' solo di pochi giorni fa la notizia che Investire SGR, società privata controllata in maggioranza da Banca Finnat con capitale disponibile di 7 miliardi di euro, ha disertato il bando di gara per la costruzione di 319 nuovi alloggi nel quartiere Navile di Bologna, scritta peraltro da Investire SGR medesima a causa di "difformità rispetto alla proposta originaria".
Un progetto che coinvolge direttamente la Cassa Depositi e Prestiti, la quale avrebbe finanziato l'opera per l' 80% del capitale complessivo, stimato in 55 milioni di euro circa. Inoltre tutti gli alloggi verrebbero assegnati con contratti a tempo di 15 o 20 anni, e per 83 alloggi è prevista una locazione di 8 anni con vincolo formale di futuro acquisto da parte della famiglia assegnataria.
Dalla primavera di quest'anno è stato inoltre predisposto per volere del governo Renzi-Poletti-Padoan un fondo per il salvataggio degli istituti di credito a rischio attraverso l'acquisizione dei crediti in sofferenza e la garanzia dei necessari aumenti di capitale; la prima fase dell'operazione, in aprile, è stata diretta dalla società privata Quaestio SGR del finanziere Alessandro Penati; mezzo miliardo di euro sono piovuti dalle casse della CDP.
Nel carrozzone della Cassa Depositi e Prestiti sono state inserite le fondazione bancarie in quanto eventuali perdite in bilancio non sono conteggiate nel debito pubblico dello Stato, nonostante l'enorme fetta in mano al Ministero Economia e Finanze. CDP elargirà complessivamente 1 miliardo di euro per i fondi Atlante e il nascente fondo denominato "Giasone", più 400 milioni di euro di impegno per l'ILVA: questo solo come misure definite "straordinarie".

Abbiamo partecipato al presidio indetto da ASIA-USB sotto la sede della Regione nel piovoso pomeriggio del 20 dicembre 2016 per protestare contro la nuova legge regionale sulle case popolari che di fatto, con i nuovi parametri, mette a rischio sfratto un migliaio di inquilini regolari delle case popolari di Bologna. Una delegazione di consiglieri comunali - uno del PD, uno del 5 Stelle e uno di SEL ha accolto una delegazione di militanti e inquilini di ASIA-USB e un nostro rappresentante. E' stato spiegato congiuntamente ai politici che con questa legge non si colpiscono i ricchi, che si approfittano di una assegnazione presa quando versavano in altra condizione, o magari elargita da qualche amico politico come ha già denunciato l'ex assessore alla casa Amorosi in un intervista su RAI2, ignorata dai media locali. La nuova legge regionale colpisce chi tra gli operai e i lavoratori, sta in un alloggio popolare e riesce ad avere un salario intero, mettendoli in falsa contrapposizione con chi è più povero, senza risolvere nemmeno il problema dei più poveri a cui si darebbe al massimo, da ora in poi, un assegnazione provvisoria.
La nuova legge regionale prevede infatti di introdurre una sorta di TURN OVER e sdogana i contratti a termine, già da 15 anni in uso a Bologna, SICURAMENTE Gandusio è stato laboratorio di questo tipo di assegnazioni A TEMPO e gli inquilini hanno potuto constatare quanto siano stati una sciagura, un dramma per gli inquilini e un business per l'associazionismo finto-sociale.
E' stato ricordato ai politici che le case popolari sono state pagate con la GESCAL e abbiamo dichiarato che il SUNIA, sindacato non certo combattivo, ma informato visto che da anni si è trasformato in un ufficio ACER, dichiara che a Bologna ci sono 4000 appartamenti sfitti, mentre ufficialmente sarebbero poche centinaia. E' stato fatto presente che sempre a Bologna da anni le case popolari si svendono nelle aste alle banche e ai grandi privati e che questo è UN FURTO ALLA CLASSE OPERAIA CHE LE HA PAGATE L'unica cosa su cui almeno un di loro ha detto di essere d'accordo è che ACER Bologna è parte del problema, noi da parte nostra abbiamo ribadito che la corruzione di ACER è la conseguenza della volontà dei politici soprattutto PD, di FARE CASSA con UN PATRIMONIO CHE NON E' LORO: LE CASE POPOLARI.
Sulla situazione in via Gandusio invece i politici della regione non si sono espressi hanno sbarrato gli occhi ad alcuni dettagli del nostro racconto, sorriso ad altri che conoscevano, ma zero risposte o proposte da parte loro, devono ancora riflettere sulle dichiarazioni da fare evidentemente.

Il piano di evacuare i palazzi di via Gandusio, annunciato dalla Gieri - assessore alla casa - senza dare nessuna collocazione abitativa certa agli inquilini che a vario titolo li stanno abitando e si trovano "non in regola" perché occupanti, o con il contratto a tempo scaduto o in scadenza, e anche gli altri a rischio con la nuova legge regionale, ovvero quasi tutti gli inquilini dei palazzi, è una bella gatta da pelare anche per loro e insieme ai militanti e agli inquilini abbiamo annunciato di volere dare battaglia anche su questo: difendere gli inquilini dagli sfratti nelle case popolari di tutta Bologna, difendere GANDUSIO, FARE INFORMAZIONE SULLA NUOVA LEGGE REGIONALE TRA GLI INQUILINI PER FARLA ABROGARE E SOPRATTUTTO NON FARLA APPLICARE.

quindi a tutti gli inquilini delle case popolari di Bologna chiediamo di unirsi alla lota contro la nuova le legge regionale, contro gli sfratti e per difendere GANDUSIO.

LE CASE POPOLARI SONO PATRIMONIO DELLA CLASSE OPERAIA, DESTINATE AI PIU' BISOGNOSI, NON DEL PD E DELL'ACER CHE VOGLIONO SOLO FARCI CASSA.