Associazione Sindacale Pugno Chiuso

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Percorso

Gli inquilini e i compagni subito prima

Il 23/02/17 è stata riaperta e riavviata la palestra di via Gandusio 6/8. Perché?

Si tratta di una palestra sfitta da sette anni e ristrutturata dagli inquilini stessi senza vedere una lira. Gli enti gestori hanno promesso e rinviato più volte la riapertura di questo spazio, necessario alla vita del quartiere e dei suoi abitanti: è assurdo che i bambini non potessero usufruire di un luogo in cui fare attività fisica dopo la scuola e che gli inquilini delle case popolari non potessero entrare in uno spazio loro di diritto in quanto inserito nel patrimonio ACER. Per questo la riapertura è avvenuta sulla spinta dell’inquilinato, che si è mosso assieme a diverse realtà della militanza bolognese.
L’abbiamo aperta dopo lungo tempo di colpevole abbandono e inattività, con l’intenzione di aprire un dialogo con chi avrebbe dovuto renderla fruibile. In questo senso lo spazio è aperto a chiunque voglia contribuire. Il giorno stesso della riapertura ci è stato comunicato che l’ARCI aveva intenzione di riaprirla entro la fine di marzo. Se ciò corrisponde al vero, noi non rappresentiamo alcun ostacolo alla riapertura, al contrario la stiamo concretizzando. Per inciso, essendo stata la palestra vigilata 24 ore su 24, rigettiamo qualunque accusa di vandalismo e danneggiamenti. A questo punto ci aspettiamo un confronto franco e aperto sull’utilizzo di questa palestra coinvolgendo tutti i soggetti e gli enti interessati al progetto di riapertura. Ricordiamo però che il primo di questi soggetti è l’inquilinato del quartiere, quindi lo spirito con il quale la palestra deve essere attivata è quello della massima inclusione e fruibilità da parte di tutti. Noi non siamo stati con le mani in mano, e già da ora cominciamo a dimostrare praticamente ciò che intendiamo. In questi giorni inizieranno i corsi gratuiti di boxe organizzati dalla palestra popolare Teofilo Stevenson, i doposcuola, corsi di musica per bambini e non, cineforum, mantenendo sempre un ambito per il dibattito ed il confronto. Uno spazio organizzato in questo modo, che favorisce incontro, dialogo e riconoscimento reciproco, in cui si sedimentano unione e solidarietà, diventa un elemento di controllo popolare e lo strumento più efficace di opposizione al degrado e al continuo peggioramento delle condizioni di vita nei quartieri popolari.
Quello che vogliamo è un confronto a viso aperto, e per questo convochiamo la stampa e le emittenti locali ad una conferenza stampa in via Gandusio 6, nella palestra popolare “Abd el Salam”, lunedì 27/02/17 dalle h 10,00. Ribadiamo la disponibilità ad un confronto con l’ARCI provinciale, che non ha atteso a prendere posizioni senza curarsi delle richieste e delle posizioni degli inquilini.

Spazio popolare “Abd el Salam”
Gi inquilini delle case popolari di via Gandusio.

L'Ente gestore delle case popolari dell'Emilia Romagna è esposta per svariati milioni di titoli derivati presso la Banca Monte dei Paschi di Siena. Il Comune ha impegnato e difatti svenduto una lunga lista di aziende partecipate, contraendo titoli di derivate con istituti bancari stranieri e nazionali, esponendo di fatto gli enti pubblici alla mercé degli affaristi, giocando d'azzardo su investimenti improbabili, ovvero perdite sicure.

 

IL CONSIGLIO


Premesso che:

- con propria deliberazione odg n. 195 del 19.12.2005, PG N. 207794/2005, ha approvato il Programma delle trasformazioni aziendali "dalle IPAB alle ASP, Aziende pubbliche di Servizi alla Persona", in applicazione del Titolo IV della Legge Regionale 12.03.2003, n. 2, “Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, che ha previsto il riordino delle IPAB e l’istituzione delle Aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP);

- la Regione, attraverso proprie direttive, ha dato impulso all'attuazione della sopra citata legge ed ha fornito modalità, criteri e tempi per regolare il processo di riforma;

- in particolare la Giunta Regionale, in attuazione della direttiva del Consiglio Regionale n. 624/2004, con propria deliberazione Progr. N. 722 del 22.5.2006 recante come oggetto "Piano di trasformazione delle Aziende Pubbliche di servizi alla persona - Ulteriori chiarimenti e precisazioni" ha specificato che i soci, presenti nell'Assemblea delle ASP, sono tenuti a stipulare tra di loro una Convenzione, contenente l'indicazione delle quote da ciascuno rappresentate, i servizi e le attività conferiti all'ASP, i beni patrimoniali conferiti da ciascuno, gli indirizzi generali per la definizione e la stipula dei contratti di servizio, nonché quanto altro sia ritenuto utile a disciplinare i rapporti tra i soci;

- tale convenzione è stata oggetto di approvazione da parte del Consiglio Provinciale (deliberazione n. 93/2006), del Consiglio Comunale (odg n. 253/2006) e del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Carisbo in una fase in cui il processo di trasformazione era ancora in corso;

- le quote di partecipazione dei 3 soci, definite nella convenzione soprarichiamata, sono le seguenti:

ASP GIOVANNI XXIII

ASP POVERI VERGOGNOSI

ASP IRIDeS

Comune di Bologna 96%

Comune di Bologna 98%

Comune di Bologna 96%

Provincia di Bologna 2%

Provincia di Bologna 2%

Provincia di Bologna 2%

Fondazione Carisbo 2%

 

Fondazione Carisbo 2%

 

L'Associazione PUGNO CHIUSO si pone l'obiettivo di diventare organismo di massa degli inquilini delle case popolari di Bologna e provincia e dei proletari senza casa che avrebbero diritto ad un alloggio popolare.  L’associazione si propone di assistere e organizzare gli intestatari dei vari tipi di contratto che, a livello regionale, sono stati creati dal 2001 in avanti, includendo sia gli inquilini con assegnazione definitiva, sia quelli con contratti “provvisori” a scadenza, sia i proletari e le famiglie che avrebbero ragione e titolo di vivere in una casa popolare. L’associazione denuncia la natura penalizzante delle assegnazioni “provvisorie” e contesta la politica abitativa attuata dalle istituzioni, a totale danno degli inquilini e dei lavoratori di ogni nazionalità. Inoltre, si occupa di assistere gli inquilini nella tutela dei minori presso i servizi sociali e nella tutela dei pensionati in ogni aspetto che riguardi la questione abitativa. L’esistenza di tale associazione è resa necessaria dall’attuale negligenza dei sindacati e delle istituzioni competenti rispetto ai diritti e ai bisogni degli inquilini, dei senza casa e delle famiglie con minori. 

L'associazione, nasce da un comitato di inquilini delle case popolari di via Gandusio (BO). Da un anno e mezzo grazie alla presenza del Comitato Inquilini Via Gandusio si sta impedendo che singoli e famiglie vengano sbattute in mezzo ad una strada, o peggio ancora si perdano nelle maglie di quei servizi sociali che hanno una sola soluzione all'emergenza abitativa: i genitori in strada o nei dormitori e i figli nelle comunità! 

L’Associazione PUGNO CHIUSO  promuove la solidarietà di classe, contro gli aumenti dei fitti e delle spese accessorie in genere; contro gli sfratti e l'istituto stesso della finita locazione, la carenza di alloggi e servizi e la svendita del patrimonio cosiddetto pubblico delle case popolari, che di fatto sono di proprietà della classe operaia. Si tratta infatti di immobili costruiti attraverso la tassazione dei salari, soprattutto attingendo al denaro depositato nel fondo GESCAL, istituito nel 1962 e di fatto esistente come prelievo fino agli anni ’90 e ora giacente nella Cassa Depositi e prestiti. In seguito, a causa dello smembramento in enti regionali, come l’ACER, dello IACP, le case popolari sono sempre finanziate dai lavoratori dipendenti, tramite altri prelievi fiscali locali sui salari. Anche se di questa montagna di denaro vorrebbero fare perdere le tracce, sappiamo che c'è. 

Pretendiamo che:

siano aboliti i contratti provvisori, di varia natura, e di conseguenza   vengano stabilizzate tutte quelle famiglie o singoli proletari su cui grava l’assegnazione provvisoria; venga assegnato tutto lo sfitto nell'edilizia pubblica e, se proprio necessario, si costruiscano nuovi alloggi e/o si requisisca il patrimonio privato e curiale inutilizzato esistente; venga sbloccato il fondo GESCAL, per riqualificare l’edilizia residenziale pubblica o per nuove costruzioni popolari, ora depositato nella Cassa Depositi e Prestiti ed utilizzato ad altri fini. BISOGNA LOTTARE UNITI CONTRO CHI STA ATTACCANDO LA SODDISFAZIONE DEI NOSTRI BISOGNI ESSENZIALI, COME QUELLO DELLA CASA. Dobbiamo combattere contro chi sta rubando il sudore, il sangue e i polmoni di chi ha tirato su le case popolari, per sanare i conti di un SISTEMA marcio alla radice. Questo SISTEMA non solo non solo non potrà garantirci un vero benessere, ma la sua sopravvivenza significa immiserimento e rapina di massa. Ma L'UNIONE FA LA FORZA e possiamo fermarli. 

VI INVITIAMO AD ISCRIVERVI ALL’ASSOCIAZIONE “PUGNO CHIUSO” E PER SAPERNE DI Più OGNI LUNEDì DALLE ORE 18:00 ALLE ORE 20:00 CI TROVATE IN VIA GANDUSIO 6/A (BO) presso il Circolo Arci Guernelli. (Contatto telefonico: 3314478363) (Pagine Facebook: Comitato Inquilini Via Gandusio o Associazione Sindacale Pugno Chiuso)

 

 

 

BASTA SFRATTI – BASTA AUMENTI – BASTA CONTRATTI A TEMPO LE CASE POPOLARI SONO NOSTRE! ACER E COMUNE ABUSIVI! IL POTERE AGLI OPERAI

 

Associazione Sindacale PUGNO CHIUSO

 

 

 

 

 

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